camerun

14/05/2011 - I fratelli sono qui

I miei cognati sono arrivati in Italia domenica scorsa. Un pulmino della Croce Rossa si è mosso da Ladispoli per andarli a prendere a Fiumicino. Eravamo lì ad attenderli al gate, io cominciavo a essere impaziente, e alla fine sono usciti. Julienne, la più grande e la più intimorita, con il capo avvolto da uno scialle caldo; Gilbert, 61 anni ben portati, tanto che l'ho riconosciuto subito nonostante fosse il cognato che non vedevo da più tempo; Hélène, alta, magra, dall'aria aristocratica e dolcemente calma; Jeannette, florida e dal piglio sveglio e deciso; Jean, il fratello minore di Justin, anche lui in ottima forma e il meno disorientato visto che è già stato in Italia.
Baci, abbracci, foto (da parte del personale della Croce Rossa, per questo non le posto qui, appena ne avrò di mie lo farò) e ritorno a Ladispoli, sistemazione nell'appartamento, cena in pizzeria.

La mattina dopo, lunedì, partenza per l'ospedale, per un colloquio preliminare con i medici. Tante domande, altrettante risposte che rivelano a volte realtà dolorose ("Quanti figli hai?" "Sette, quattro vivi." "Come mai hai fatto l'esame per l'AIDS?" "Mia moglie è morta di AIDS."); poi, uno alla volta, siamo passati a salutare Justin. Nonostante i valori ematici stiano risalendo, c'è una febbre che va e viene e che sembra sia dovuta a un'infezione polmonare, rilevata da esami fatti due giorni dopo.

Lunedì, dopo l'ospedale, siamo passati a casa nostra qui a Roma, abbiamo mangiato qualcosa e siamo ripartiti per Ladispoli. La mattina dopo di nuovo in ospedale, questa volta per i prelievi di sangue per un primo screening. Dopo li riaccompagno a Ladispoli e spiego loro il funzionamento dei fornelli (avevano lasciato aperto il gas tutta la notte, è un miracolo che non sia successo un incidente). Dopo le ultime raccomandazioni torno a Roma, dove Daniele e Valeria avevano già passato due notti da soli. I cognati comunque pare che se la cavino, grazie anche alla presenza di mamma.

Ora attendiamo tutti i risultati delle analisi e, soprattutto, che Justin si ristabilisca e possa finalmente uscire e stare con i fratelli. Gli orari e le regole del reparto di ematologia-trapianti sono, giustamente, molto rigidi e non si può stare insieme a lungo.