camerun

25/04/2007 - La poligamia

Nei post sul viaggio in Camerun ho accennato all'altra moglie di papa Joseph. Sì, perché in Camerun esiste la poligamia. Questo è solitamente l'aspetto che, da noi, suscita maggiormente reazioni di curiosità o, in alternativa, di riprovazione. La nostra fantasia elabora automaticamente immagini di harem segregati e di orge collettive. Pochi sanno che ogni moglie di un poligamo (almeno in Camerun) ha la sua abitazione e una relativa indipendenza in quanto, a differenza delle mogli di monogami, non convive con il marito. E comunque è un errore giudicare il fenomeno con il metro di giudizio morale occidentale: a rischio di essere accusata di relativismo morale, faccio notare che molte categorie morali la cui validità pare a noi evidente sono strettamente dipendenti dalla cultura in cui ci si forma e nient'affatto "universali". È anche vero che la cultura occidentale permea sempre di più le altre culture e porta a dei cambiamenti (spesso parziali, contraddittori, originali, imprevedibili).
Ho accennato all'argomento con Patou, il quale mi ha confermato che la poligamia sta diventando da loro sempre meno diffusa. "Oggi come oggi è già difficile avere i mezzi necessari per occuparsi di una moglie, figuriamoci di più d'una." Sebbene le donne in Camerun svolgano sempre più spesso attività extradomestiche, fino a ricoprire in alcuni casi ruoli di prestigio e responsabilità, persiste l'idea di un uomo che deve essere responsabile del sostentamento economico della famiglia. Tanto più se la donna, come avviene ancora in Camerun, mette al mondo sei, otto, dieci figli e non può quindi materialmente fornire un contributo economico costante.
All'osservazione di Patou ho aggiunto: "Sono anche sempre meno le donne che accettano la poligamia." Al che una giovane donna che seguiva la nostra conversazione ha annuito con decisione. In Camerun, al momento del matrimonio, se l'uomo è celibe, gli sposi decidono di comune accordo se il matrimonio debba essere monogamo o poligamo. Se il matrimonio viene registrato come monogamo, l'uomo non potrà sposare altre donne.
Non è raro oggigiorno che un fidanzamento venga sciolto a causa del mancato accordo su questo punto. Una coppia non sposata aveva avuto un figlio. Ritardavano il matrimonio perché, ogni volta che si presentavano davanti all'ufficiale civile e questi chiedeva loro come registrare il matrimonio, lei diceva: "Monogamia," e lui: "Poligamia." Dopo un paio d'anni di tira e molla e con un altro figlio in arrivo, la donna era pronta a cedere, per tutelare i figli. Si presentano davanti all'ufficiale e, alla domanda sul tipo di matrimonio, lei risponde rassegnata: "Poligamia." Lui allora: "Monogamia." Cresciuto in una famiglia poligama, lui considerava la poligamia come un suo diritto, che era disposto a cedere solo per una libera scelta. Molti uomini in Camerun insistono sulla poligamia non perché intendano davvero prendere altre mogli, ma per avere, per così dire, "licenza d'infedeltà". Una licenza di cui, a dire il vero, non sembrano avere gran bisogno.
Nemmeno le donne, tuttavia, sono spesso modelli di fedeltà, in particolare se si tratta di una delle tante mogli di un poligamo. Nell'Ovest del Camerun sopravvivono le chefferie tradizionali, il cui ruolo è riconosciuto e tutelato dallo stato. Il capo tradizionale (nve) ha generalmente un gran numero di mogli, decine o anche centinaia (tra parentesi, ciò significa anche che i capi hanno un gran numero di discendenti e quindi che abbonda la nobiltà cadetta, con prospettive future il più delle volte non all'altezza delle aspettative). Sul capo incombe il dovere di dimostrare la propria virilità con tutte queste donne, un compito che si rivelerebbe arduo se non intervenissero dei provvidenziali "aiutanti". Le nuove spose sanno che, se hanno la pazienza iniziale di attendere il proprio turno con il marito, potranno poi godere di un periodo di relativa libertà, purché gestito con discrezione. Gli eventuali figli così generati potranno passare ufficialmente per figli dello nve.
La relativa libertà sessuale vigente in Camerun, unita al rifiuto di mezzi di contraccezione e protezione quali il profilattico ("non si mangia una caramella con l'incarto"), significa un gran numero di gravidanze precoci, di figli illegittimi, nonché un terreno ideale per la diffusione del male oggi più devastante in Africa, l'AIDS. La battaglia della prevenzione viene combattuta con armi che possono essere sintetizzate dallo slogan di un'associazione locale dedita alla lotta contro tale malattia: "Chastité, fidelité, condom." Tre parole che rappresentano altrettante sfide ai costumi e alle usanze del Camerun.


Relativismo morale: fatti salvi pochi principi di base, è un'accusa che non mi turba affatto. Ritengo che le norme morali, nelle società umane, abbiano un'origine non soprannaturale ma evolutiva. Tale origine spiega sia l'importante base comune esistente tra le norme morali di diverse società, sia le molteplici differenze di dettaglio.