camerun

08/04/2007 - Festa in onore del morto

Domenica di Pasqua. Non per tutti qui questa festa ha un significato. Molti sono animisti, venerano i crani degli antenati, per i quali costruiscono una sorta di tabernacolo.
Mi trovo in un ristorante di Bangangté, dove un'anziana donna cattolica, tra i proprietari del posto, sta cantando inni religiosi in medumba, inframezzati di "Alleluia" e accompagnati da un ballo. Prima stava cercando di catechizzare un giovane, spiegandogli che Gesù è risorto, e l'altro rispondeva: "Gesù è morto. Non conosco Gesù." E lei: "Lo vedo, che non lo conosci. Sei tu che sei morto." E lui: "Manca ancora un po'."
Stamattina, sulla strada da Bangoulap a Bangangté, abbiamo incontrato diversi gruppi che festeggiavano e ballavano. "Festeggiano la Pasqua?" chiedo. "No, sono i festeggiamenti per i funerali." I funerali sono occasione di festa: si mangia, si beve, si balla. Mancanza di rispetto per il morto, parrebbe a noi. Per loro, festa in onore del morto, nonché segno della vita che continua nonostante tutto.