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Il viaggio a Kribi - sabato 19 dicembre 1992

Abbiamo iniziato a Yaoundé la pratica per il lasciapassare, che verrà seguita da Martin. Lunedì infatti passeremo ancora a Yaoundé a prenderlo, prima di partire per Bamenda.

Ieri il viaggio per Kribi. Ho preso il volante della vecchia 504 per un centinaio di chilometri, affrontando due dei numerosi posti di blocco che si incontrano su queste strade. A Kribi siamo andati alla delegazione provinciale per il turismo, a incontrare una persona che ci era stata indicata. Questa ci ha accompagnati da un'altra persona, una donna funzionario della delegazione, che ci ha fatto delle lettere di raccomandazione per gli alberghi: sembra che sia difficile trovare posto a Kribi nei fine settimana.

Arrivando lì ho girato male la chiave di messa in moto della macchina e il motorino di avviamento si è rotto. Abbiamo (anzi hanno) dovuto far ripartire la macchina a spinta, quindi siamo andati alla ricerca di un meccanico. Qualcuno ci ha indicato una persona in una baracca vicino al mercato. Arrivati lì, diciamo che la macchina non parte e quello dice che forse è la batteria. Gli spieghiamo che si tratta del motorino di avviamento. Apriamo il vano motore e il nostro elettrauto guarda senza sapere dove mettere le mani. Justin e Jean suggeriscono di prendere un martello. Il buon uomo entra nella baracca, prende un martello, esce e domanda: "Dove devo battere?"

Troviamo infine un vero meccanico che ripara il guasto. Poi a cercare le camere, che troviamo nel primo albergo che incontriamo.

Abbiamo ancora un filo da seguire a Kribi: Hélène, una donna che abbiamo conosciuto a Roma e che ci aveva detto di trovarsi al Centro degli handicappati di Kribi. Al Centro ci indicano la sua casa. Hélène non ci riconosce subito, ma si ricorda di noi non appena nominiamo l'Italia. Restiamo un po' a chiacchierare e rimaniamo d'accordo di vederci oggi pomeriggio per un giro in piroga.

Kribi è una cittadina ordinata e pulita, in confronto alle altre città che ho visto. In giro si vedono diversi turisti europei. L'albergo dove stiamo è decente, le camere hanno il bagno e persino una parvenza di armadio. La spiaggia è pulita, con sabbia bianca, palme, amache, qualche scoglio, acqua non inquinata. Scattiamo qualche foto, poi finalmente, alle 17, mangiamo gamberetti e granchi, ottimi e abbondanti. Solo Jean non è soddisfatto: non è abituato a questo cibo e gli sembra che costi troppo, anche se in confronto ai prezzi europei è economicissimo.

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